Sapere Diviso

Sapere Diviso

Il Sapere diviso è uno strumento fondamentale per il controllo.

Cosa si intende con Sapere Diviso?

Lo si comprende benissimo, considerando il suo contrario: il Sapere Multidisciplinare.

Il Sapere Multidisciplinare: non è Sapere Diviso

Non è filosofia astratta. Facciamo qualche esempio.

La PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) è una scienza recente, ha alcuni decenni, e studia l’interazione tra il cervello, la mente, e il sistema immunitario ed i neurotrasmettitori.

Questo tipo di scienza, molto promettente, ha superato definitivamente l’approccio “meccanico” del dualismo mente-corpo, e puramente farmacologico.

Nel libro ‘PsicoNeuroImmunologia’ citato in fondo, che consiglio vivamente, l’autore fa una disamina tosta della materia. Smaschera la “mezza scienza” riduzionista da TV e di molti laboratori e enti pubblici. “Mezza Scienza”, come la chiamava argutamente Nietzsche nel suo Zarathustra.

Fra i molti passaggi, cito questo: “E’ paradossale l’ostinazione di certi farmacologi, che si presentano come vestali nella scienza, nel vedere la realtà di organismi complessi, con gli occhiali infantili delle relazioni causali lineari.

Il mondo rettilineo, ordinato, conoscibile e prevedibile che disegnano con i loro esperimenti, semplicemente non esiste; è frutto della loro immaginazione”.

La scienza non solo la PNEI, per evolvere e creare conoscenza, DEVE essere multidisciplinare. Il medico, il chimico, il fisico, il biologo, devono parlarsi e co-creare conoscenze.

Ma questo vale per ogni sistema di conoscenze, non solo per quelle scientifiche.

Per esempio, l’esplosione del Neuro Marketing, è resa possibile dall’interazione tra: conoscenze di clinica strumentale (Es. Elettroencefalogramma, Conduttività cutanea, Risonanza Magnetica Funzionale etc), psicologia della percezione, medicina, psicologia sociale, marketing.

Le grandi società di neuromarketing e neurobranding, si avvalgono di saperi multidisciplinari.

E potrei fare mille altri esempi, dal pensiero strategico militare, al problem solving etc.

Ma tutti questi esempi, sono riassumibili in due parole: EPISTEMOLOGIA DELLA COMPLESSITA’.

Il sapere diviso e la complessità

Epistemologia significa “conoscere il modo di conoscere”. Ci interessa il “COME” uno conosce, apprende, valuta, non tanto il “COSA”.

Il PROCESSO di conoscenza, che è cosa diversa dalla “conoscenza”.

E il sapere sistemico, dei sistemi complessi, DEVE pescare da più campi e valutare le somiglianze, i modi di funzionamento simili.

Per esempio: un sistema di conoscenze (una cultura, ad as.) nasce, si evolve, muore, con modi e processi simili a quelli di un essere vivente.

I pensieri, le idee, nascono, crescono, sopravvivono o muoiono, si riproducono, con meccanismi simili a quelli biologici.

Quindi si possono usare i concetti della biologia, o dell’evoluzione darwiniana, per provare a prevedere il funzionamento di un sistema di conoscenze.

In questo caso, lo studio di un sistema complesso (culturale) è svolto sfruttando i “modi” di conoscere, di discipline totalmente diverse (la biologia).

I veri scienziati, (non i tecnici di laboratorio o i virostar grotteschi da tv…), gli epistemologi, o gruppi di lavoro da essi costituiti, passano quindi da una disciplina all’altra, e dialogano tra loro in una specie di “Brainstorming”, per generare nuove conoscenze.

Per individuare la “struttura che connette” i diversi saperi.

Del resto non è difficile intuire, che la divisione netta tra “medicina”, “chimica”, “epistemologia”, “cibernetica”, “teoria dell’informazione”, è solo una convenzione, una comodità umana.

Nella realtà là fuori, la natura se ne frega delle nostre compartimentazioni, e funziona come un sistema complesso interconnesso.

L’International Bateson Institute

L’IBI è nato in Svezia, nel 2014, che si occupa proprio di complessità.

L’idea di fondo, semplificando moltissimo, è che le conoscenze, si formano per mezzo di *RELAZIONI*. Di “Collegamenti” tra persone, saperi, contesti diversi, idee diverse.

E sono le differenze, le diversità, che creano queste conoscenze.

Un sistema di conoscenze chiuso, dogmatico , in cui tutti dicono la stessa cosa, non crea nulla, non evolve e non risolve problemi sul lungo termine.

Ma non è solo questo istituto, a evidenziare la necessità del sapere olistico e complesso.

Chi comanda sul serio, i decisori, conoscono benissimo queste cose.

Basta leggere “Strategie per Sopravvivere”, secondo rapporto del Club di Roma, 1972….

La conseguenza fondamentale della sistemica e della scienza della complessità, è che non è possibile isolare i problemi ed i fatti, dal loro contesto, e isolarli fra loro.

Il corollario inquietante, e già in essere da anni, è che debbano esistere entità, circoli, chiamateli come volete, gestiti da decisori sovranazionali mondiali.

Questi decisori hanno la visione d’insieme, e i loro tecnici, sono in grado di “modellare” e gestire le decisioni usando l’approccio sistemico.

Per decisori, non intendo di certo i pupazzi che vediamo alla tv, o che siedono nei palazzi istituzionali.

Sono mie invenzioni?

No.

Giusto per parare le domande: “ma in cosa sei laureato” e “lafontelafonte”, mi riferisco principalmente a quanto segue. Non posso fare un trattato, basti googolare un po’, per avere un assaggio di cosa sia.

Bertalanffy, e la sua Teoria dei Sistemi, la Matematica della Complessità e la teoria delle Strutture Dissipative del premio nobel per la chimica Prigogine.

La teoria dell’Autopoiesi di Maturana e Varela, sulla capacità di cognizione e auto organizzazione.

La cibernetica del primo e secondo ordine, dalla seconda guerra in poi.

Diamo qualche nome: Norbert Wiener, John Von Neumann, Arturo Rosenblueth, Julian Bigelow, Vannevar Bush, Claude Shannon, Walter Pitts, Alan Turing, Warren Mc Culloch, Heinz Von Foerster, e poi Palo Alto: Gregory Bateson, John Weakland, Jay Haley, William Fry, Don D. Jackson, poi Paul Watzlawick…

e potrei andare avanti; per inciso, personaggi di alto livello che hanno collaborato tra loro, con formazioni totalmente diverse. Dall’ingegnere chimico, all’antropologo, allo psicologo, al fisico….

Warm Data e Cold Data

 Nelle organizzazioni istituzionali e scientifiche, si presta tuttora attenzione, solo ai dati numerici, statistici, quantitativi: i “Cold Data”.

Da qui, si estraggono informazioni, poi usate per prendere decisioni.

In genere, oggi, usando degli algoritmi, dei “modelli”, fatti da altri, su cui i valutatori e i decisori non hanno nessuna conoscenza, né si conoscono i criteri con cui sono stati fatti.

I Cold Data sono necessari, ma non sufficienti.

Io stesso, avendo lavorato nel campo dell’analisi di rischio industriale, sono finito preda della ModelloMania.

“Basta buttar dentro i dati e fare girare il Modello”.

In questo modo, però, si crea il Feticcio del Dato e l’accettazione acritica del risultato del modello.

Il Dato, perfino il risultato di un esperimento, o di uno studio clinico, trascura i dati qualitativi.

L’epistemologia prevalente della scienza, è costituita dalla decontestualizzazione, dal riduzionismo, dall’isolamento osservatore-osservato, dalla causalità lineare.

Significa, ad esempio, isolare una sola variabile in un sistema complesso (es. il famoso RT, in un sistema sociale) e ostinarsi a considerare e trattare solo quello. Ciò porta a trascurare i “Warm Data”.

Le conseguenze principali: cortocircuiti ed esiti imprevedibili in altri punti del sistema (es. sociali, economici, psicologici etc).

Ecco, i Warm Data sono il contrario dei Cold Data: sono quindi le variabili multiple, le relazioni e le interdipendenze che cambiano nei sistemi complessi.

Significa considerare le interazioni tra dati e contesti diversi, i limiti del disegno sperimentale, i suoi presupposti impliciti.

I Warm Data consentono di interfacciarsi con un sistema complesso, senza interrompere l’unità delle interdipendenze, che gli conferiscono l’integrità. Include l’osservazione dell’osservatore nel sistema: i dati derivano SEMPRE dalle lenti specifiche dei ricercatori (soprattutto se questi subiscono pressioni di tipo economico, o altro).

Conoscere questi filtri è fondamentale quindi.

La domanda fondamentale è quindi: qual è la struttura che connette, e le interconnessioni?

La Semiotica: radichette e bollicine

La semiotica è la scienza dello studio del significato e di come si forma e si trasmette.

Le idee, i significati, si possono modellare come degli organismi viventi, come ho detto sopra.

Il grande Jurij Lotman, parla quindi di “semiosfera”.

Ci sono tanti sottoinsiemi culturali di conoscenza, come delle bolle di sapone.

Sapere diviso e Semiosfera
Sapere diviso e Semiosfera

Ogni bolla entra in relazione con altre bolle, si modificano entrambe, per cui la bolla (=nuove conoscenze) non è “la somma delle conoscenze degli insiemi di partenza”.

Un po’ come un figlio, non è la “somma” dei caratteri dei genitori”; è qualcosa di diverso, in più.

Queste bolle di insiemi di conoscenze, si riorganizzano, si evolvono, come gli esseri viventi.

Un altro modello guarda caso, mutuato dal sistema vivente, è il Modello Rizomatico di Umberto Eco.

Sapere Diviso e rizoma
Sapere Diviso e rizoma

Quando interpretiamo qualcosa, un’informazione, un evento, noi richiamiamo e attiviamo inconsciamente, tutto quello che la nostra cultura (griglia culturale) ha qualche attinenza con l’evento.

Ogni frase, conoscenza, sistema di cultura, è come una radichetta. E’ connessa con mille altre radichette a loro volta connesse con altre….

Una ramificazione (di significati) complessa, in cui tutto è in contatto con tutto.

Quindi, ancora una volta, Sistemi Complessi, Contesti connessi, Evoluzione per mezzo di Relazioni.

Facciamo un gioco

 Bene, adesso facciamo un gioco.

Facciamo finta che sei uno dei decisori.

Sì, quelli che conoscono tutte le cose che ho accennato sopra.

Che sei un privilegiato, uno che ha studiato in scuole esclusive dove si insegnano la complessità eccetera.

Che sei uno del G20, tu, e hai uno stuolo di scienziati e di istituti di ricerca di alto livello, al tuo servizio.

Hai due possibilità.

A-) spiegare alla “massa” là fuori, che non si può andare avanti così, che sono importanti la contraccezione, ridurre l’emissione di gas serra, che il sistema pensionistico e lo stato sociale non sono più sostenibili. Quindi poi avviare una campagna impegnativa e trasparente di scambio di conoscenze, educazione nelle scuole, di sapere sistemico.

Immagina poi di dover rendere trasparenti, aperte e verificabili, tutte le conoscenze sistemiche e i modelli usati.

B-) Imporre con la forza i risultati degli studi, secretare le conoscenze, per evitare di venir messo in discussione.

E’ più semplice la seconda, vero?

In più, offre il vantaggio di togliersi dai piedi quel fastidioso incidente di percorso chiamato “Democrazia”.

Cold Data, Sapere diviso e Controllo

Allora, è fondamentale operare con altri metodi.

Devi creare un’illusione di conoscenza, una Mezza Scienza, con cui pasturare il popolo di Prolet. E perfino gli stessi “laureati” o tecnici di laboratorio.

E’ fondamentale che esistano quindi due tipi di epistemologie.

Una, è quella sistemica e della complessità, la scienza “vera”.

L’altra, è l’epistemologia divisa, il riduzionismo neopositivista grottesco, che non esiste più da almeno 300 anni, l’iperspecializzazione spinta fino al parossismo.

Il Feticcio del Cold Data.

Pilotare a livello profondo, l’adorazione del Cold Data, perfino nelle istituzioni, consente un margine di vantaggio enorme ai decisori.

Sono loro che stabiliscono cosa e con quali modalità, deve essere presentato, rilevato, sperimentato e valutato.

Non solo: il diritto di parola, di opinione, è misurato SOLO sulla base del settore in cui hai studiato.

La Semiotica del Controllo

 L’altra operazione che puoi fare, è la Rottura dello Spazio Semiotico di Lotman.

O il Taglio delle Radichette nel modello Rizomatico.

Come fare?

Devi creare le Camere dell’Eco.

Si devono creare sottoculture, in cui ognuna rimane rigorosamente ISOLATA da tutte le altre.

Sia nel virtuale, sia soprattutto nel “reale”. E’ fondamentale il mantenimento e l’apprendimento dell’Isolamento Sociale.

In questo modo, si IMPEDISCE l’evoluzione del sapere, delle conoscenze, e la cognizione di sé.

I Social e le Chat sono ottimi candidati, per gli stessi meccanismi AI con cui sono gestiti.

Chi entra, si aspetta di trovare persone come lui, concetti e informazioni coerenti con quello che desidera.

Il Principio di Somiglianza e Riprova Sociale, e la Dopamina, fanno il resto.

In queste Camere dell’Eco, tutti si danno ragione uno con l’altro, e sono gruppi isolati.

Che so, un gruppo vegano, non accetterà mai alcuna interazione con un gruppo di carnivori.

Se questo accade accidentalmente, si viene o bannati, o irrisi.

Il “incosaseilaureatoh”, e “avereFedenella Scienza” è la manifestazione perfetta di questo sottile metodo di manipolazione sociale.

La Confusione fra Livelli di Astrazione

 L’altra operazione che puoi fare, sempre rimanendo dentro il gioco “Se tu fossi uno dei Decisori”, è il seguente.

Anche questo, ripreso dall’epistemologia Batesoniana, e dai paradossi di Bertrand Russell sulle Classi.

La matita che hai sul tavolo, appartiene ad una categoria più astratta, superiore, che è l’”insieme delle matite”. La “categoria delle matite”, non è la stessa cosa della matita che hai sul tavolo.

La classe delle matite, non scrive; come l’insieme dei “Menù”, non è il piatto di pasta e non puoi mangiarlo.

Sono cose diverse, sono “livelli logici” (o di astrazione) differenti.

Andiamo avanti.

Saper usare chiavi inglesi e smontare un motore, non significa affatto capire o discutere, sul motivo per cui è stato fatto quel motore, e quali sono i suoi principi di funzionamento.

Essere un esperto tecnico di laboratorio, o anche ricercatore, di Immunologia Clinica, non equivale affatto, alla discussione sulla Bioetica.

La Gerarchia dei Livelli, partendo dal “Basso” e andando verso l’”Alto”, è sempre stata:

Tecnica (Technè)-Scienza-Epistemologia-Bioetica-Diritti Naturali.

In CIMA alla piramide, stanno i diritti naturali, che *discutono su* e *governano* la bioetica, poi a scendere, l’epistemologia, poi la scienza e IN ULTIMO, la tecnica.

Ci sono in definitiva, dei diritti e dei limiti, da non superare MAI, e che nessun decisore può legittimamente alterare.

Ora, stiamo facendo l’OPPOSTO.

E’ la TECNICA, che stabilisce quali sono i limiti di una scienza, quali sono i limiti etici.

Ed è una confusione fra livelli di astrazione, estremamente pericolosa e che ha già causato disastri terribili nella storia.

E’ come confondere i mezzi con i fini.

Ora siamo al punto che è IL MEZZO e la sua potenza, a stabilire e definire le FINALITA’ con cui può essere usato.

E’ la Technè, che decide.

Conclusioni

La scuola e il sistema di conoscenze attuali, rappresentano l’esatto opposto del sapere multidisciplinare e sistemico.

E’ una caricatura della scienza e dell’epistemologia, un regresso ad una tecnocrazia monogama, riduzionista e vecchia di almeno 300 anni.

Ovviamente, i veri scienziati ed i decisori, spacciano questa roba per “conoscenza”; ma nei loro circoli e nelle loro organizzazioni, sono ampiamente noti e usati i concetti della Complessità e del sapere sistemico, noto da settant’anni.

Il punto è, che è molto più dispendioso e rischioso, diffondere e far comprendere anche nelle scuole, questi concetti: multidisciplinarità, cibernetica, complessità, metacomunicazione, epistemologia della relatività.

Molto meglio pilotare l’illusione del “In cosa sei laureato” e creare schiere di Idioti Sapienti, utili esecutori.

Molto meglio i Test Invalsi e le Risposte a Scelta Multipla.

Soprattutto è troppo rischioso, dal punto di vista del Comando, dover poi rendere conto a popolazioni realmente istruite, delle loro scelte, e dover produrre “algoritmi” decisionali trasparenti e verificabili.

TylerGandalf

LETTURE CONSIGLIATE per… ANTIPASTO:

Evoluzione del pensiero di Bateson: dall’Ecologia della Mente, ai Warm Data– M. Giorgini; è liberamente scaricabile in PDF, e una introduzione chiara al suo pensiero.

Psico Neuro Endocrino Immunologia– I fondamenti scientifici delle relazioni Mente Corpo, le basi razionali della medicina integrata-Francesco Bottaccioli

Capire la Semiotica-Maria Luisa Pozzato

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Riferimenti alle immagini usate:

Immagine principale: https://www.fashiontimes.it/2020/09/vetro-macchina-rotto-cosa-fare-risparmiare-tempo-soldi/

La semiosfera di Lotman (le bollicine): https://slideplayer.es/slide/3295689/

Il Rizoma di Eco: https://www.bambutigre.it/wp-content/uploads/2017/12/rivista-mondo-bambu.pdf

 

 

 

 

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