Il Leviatano Intollerante

Il Leviatano Intollerante

Il Leviatano è intollerante e schiaccia chiunque osi criticare…..

Un insegnante ha pubblicato sul suo profilo facebook, parecchi post.

I post erano effettivamente pieni di insulti, citati per esteso nella motivazione della sentenza giudiziaria del tribunale di Alessandria. Ma che qui non ripeto.

Riporto solo il significato: l’autore dei post dava dell’incompetente al ministro della pubblica istruzione, al ministro delle politiche agricole e forestali, al ministro della giustizia. Criticava l’inazione del presidente della repubblica, con un epiteto dall’antichità….

Un epiteto ormai talmente di uso comune, che dovrebbe finire davanti al PM un quarto della popolazione italiana e dei giornalisti.

Criticava ferocemente, in generale, lo sfascio del modo di governare di questa legislatura.

E stiamo parlando anche, di una che ha buttato via miliardi per l’acquisto dei banchi a rotelle, e poi altri miliardi per smaltirli, ad esempio.

Ha fatto più volte riferimenti diretti ai 5stelle, al pd e a LEU.

Voi direte: beh, hanno fatto bene a sanzionare questo insegnante.

Non è tanto questo il punto.

Sono le motivazioni, che fanno rabbrividire.

E’ la gravità enorme e sproporzionata della sanzione (la destituzione, praticamente il licenziamento), e il rinvio degli atti al Pubblico Ministero, per ulteriori processi di tipo penale.

E’ la cornice di riferimento, ad essere agghiacciante: la pretesa di fedeltà assoluta allo stato, e la sterilizzazione di fatto quasi totale, del diritto di critica.

Un Leviatano Intollerante che mostra i muscoli in modo sproporzionato.

Il Leviatano Intollerante e La Lesione di Immagine

In generale, un comportamento diffamatorio è sanzionato perché “lede il bene giuridico della reputazione, cioè l’opinione positiva che i consociati hanno di una determinata persona, dal punto di vista etico e sociale”… (cito, da Il Merito, n. 12/2021).

Sarei davvero curioso di conoscere qual è, l’opzione positiva dei consociati, su certe funzioni istituzionali…. e su uno Stato Leviatano Intollerante….

La lesione della dignità delle persone, presuppone che le persone abbiano un “Capitale di Dignità”, quindi un’autorevolezza riconosciuta dai consociati.

La differenza tra “autorità” ed “autorevolezza” è evidente nella lingua italiana. Lo stesso Robert Cialdini, famoso psicologo sociale, quando tratta del Principio di Autorità, parla proprio di “Autorità Credibile”…

Il Leviatano Intollerante, e Autorità Credibile, sono due cose totalmente diverse.

Il Leviatano Intollerante, e Autorità Credibile, sono due cose totalmente diverse. 

Questo ovviamente, non autorizza nessuno a usare frasacce e termini volgari, verso chicchessia.

Sto dicendo una cosa differente però: che l’”Immagine”, l’Onore ed il Prestigio, non si costruiscono sulla carta, o si impongono con il Codice Penale.

Che l’onore e la reputazione, e la credibilità delle istituzioni, possono essere imposte con un criterio solo formale, che non coincide affatto con il criterio di onore/credibilità, sostanziale, “di effettività”.

Se ci fosse un articolo del codice penale, che impone che l’acqua debba bruciare, l’acqua continuerà a non bruciare. E’ un esempio di criterio solo formale.

Se impongo sanzioni a chi insulta chi ha fatto l’articolo del codice penale che dice che l’acqua brucia, non è che automaticamente, chi ha redatto quell’articolo diventerà un personaggio autorevole.

Fuor di metafora….

Non basta l’articolo 290 Codice Penale, o l’articolo 278 del Codice Penale, per creare l’autorevolezza di funzioni, istituzioni, o di un intero stato.

Anche se la punizione può prevedere fino a 5 anni di carcere…..

Non solo: il procedimento amministrativo, sanzionatorio in questo caso, ha riconosciuto anche la lesione dell’immagine dello stato, dell’amministrazione di appartenenza, e dei ruoli istituzionali dei funzionari coinvolti.

Quindi l’”Immagine dello Stato”, e delle “istituzioni”, sanciscono l’immagine di un’entità personificata, astratta, trattata come un totem. Un Leviatano Intollerante da adorare. Infatti….

Il Leviatano Intollerante e La Fedeltà Cieca

La sentenza non condanna solo l’uso degli insulti, ma si spinge molto oltre.

Il Leviatano Intollerante chiede obbedienza cieca

Il Leviatano Intollerante chiede obbedienza cieca

Sancisce infatti anche gli “obblighi di collaborazione e fedeltà” verso lo stato.

E visto che è un insegnante, la sentenza enfatizza anche la funzione educativa e didattica.E quindi l’insegnante deve porsi come esempio da seguire e trasmettere il rispetto per le istituzioni, la critica contenuta…

Il rispetto di istituzioni che hanno tuttavia ampiamente dimostrato la loro inadeguatezza, la loro prepotenza, il loro carattere divisivo, oppressivo e persecutorio e non solo in questi ultimi due anni.

Ma andiamo avanti: “egli” (l’insegnante) “ha leso il rapporto fiduciario con l’amministrazione di appartenenza…incompatibili con i compiti di educazione e cura..”..”il ricorrente è un pubblico dipendente e adeguare il proprio comportamento a parametri di lealtà, correttezza, e servizio al bene comune… dovrebbe rappresentare l’essenza stessa del pubblico dipendente… come prescrive la Costituzione: che impone di svolgere le funzioni pubbliche con disciplina e onore”..”nonché di essere al servizio esclusivo della nazione”….

La Mancanza di Reciprocità

Mentre si richiedono cristallini e specchiati comportamenti al pubblico dipendente, con addirittura “disciplina e onore”, salta all’occhio la mancanza assoluta di reciprocità: uno stato che offende, segrega e disumanizza intere categorie di cittadini, che lascia impunemente latrare sui media, degli pseudo scienziati da operetta, direi che è una posizione francamente insostenibile e grottesca.

Come assolutamente dissimmetrica tanta attenzione alla lealtà, correttezza e servizio al bene comune, richiesta al Dipendente-Suddito, mentre queste, sono sempre più qualità negate da uno stato autoreferenziale… Uno Stato che, di Virtù di lealtà, correttezza e bene comune, non dovrebbe neppure parlare (si pensi al solo campo tributario, ad esempio…. )

Il Leviatano Intollerante chiede solo, non dà reciprocità.
Il Leviatano Intollerante chiede solo, non dà reciprocità.

Insomma, la mancanza di reciprocità, tra cittadino e stato, è una delle basi fondamentali non di uno stato di diritto, ma di qualcosa d’altro.

E il principio di Reciprocità, è una delle basi delle relazioni umane, e dei gruppi sociali, come ancora una volta, ha ben mostrato lo psicologo sociale Robert Cialdini.

Insomma, la mancanza di reciprocità, e pretendere questo rispetto anacronistico a senso unico, è un po’ come pretendere che io possa al massimo dire “sciocchino”, a uno stato leviatano intollerante, che mi riempie di cazzotti in faccia, da mesi e mesi.

Il registro linguistico dell’estratto sopra riportato, poi, ricorda una retorica d’altri tempi, che speravo superata. Registro linguistico purtroppo presente anche nell’articolo 54 comma 2 della Costituzione.

Il Leviatano Intollerante, due pesi due misure

Il povero insegnante, nella sua difesa, aveva quindi ben sottolineando la assoluta non-proporzionalità della sanzione, cioè il licenziamento.

Lo ha fatto, evidenziando il fatto che una collega, che aveva posto in essere comportamenti simili, aveva subito solo una sanzione conservativa (=non ti licenzio; ti sospendo dal servizio e ti tolgo lo stipendio per un tot, ad esempio).

E’ evidente quindi, che uno stesso comportamento, non può essere sanzionato in due modi così diversi.

La risposta del giudicante è davvero preoccupante e deve fare riflettere. La riporto fra virgolette di seguito:

Non può sindacarsi sulla scelta dell’amministrazione, di irrogare una sanzione ad un soggetto che non è parte in causa, non conoscendo i fatti addebitati, né .. potrebbe.. operarsi un confronto tra le due posizioni”.

Praticamente, non si può neppure discutere delle scelte dell’amministrazione. E questo è in effetti, un principio consolidato del diritto amministrativo (potestatività, etc). Ma questo non mi tranquillizza, anzi.

Senza dilungarmi in trattazioni di diritto amministrativo: ciò che decide la pubblica amministrazione è pressoché insindacabile e indiscutibile, se le motivazioni Intrinseche alla decisione, sono coerenti tra loro.

In pratica, è la versione legalizzata del “sì perché sì’”. Come si dice ai bambini di tre anni, o ai sudditi.

Il Leviatano Intollerante non deve motivare.
Il Leviatano Intollerante non deve motivare.

Oltretutto questa posizione, cioè il non poter neppur esaminare il comportamento analogo della collega, entra in contraddizione con l’affermazione seguente: “lamenta .. il carattere discriminatorio della scelta… alla luce del differente trattamento riservato a lui, e alla collega.

Tali rilievi non possono essere esaminati….in merito alla gravità del comportamento posto in essere dal ricorrente”.

Quindi si sta dicendo, che poiché i comportamenti del ricorrente sono molto più gravi di quelli della collega, non sono esaminabili.

Poi altrove, la sentenza sostiene che non si può operare un confronto tra le due posizioni. Ma così facendo, ammette implicitamente che il confronto è stato fatto, (senza neppur esaminare quanto ha fatto la collega)…..

Il Leviatano Intollerante, e il diritto di critica

L’articolo 21 Costituzione riconosce il diritto di critica.

Ovviamente non si possono insultare e diffamare le persone.

Manca però una reciprocità: quindi se le figure oggetto di critica hanno “ictu oculi” gravi mancanze, è comunque necessario, usare i guanti di velluto.

“In via generale, il diritto di critica… riconosce a tutti i cittadini la libertà di manifestare il proprio pensiero, con il solo limite della contrarietà al buon costume, e degli altri limiti implicitamente ricavabili da norme di rango costituzionale come l’onore e la reputazione…”.

Ah. E chi decide, cos’è il “buon costume”? E come può esserci una definizione, da parametri “implicitamente ricavabili” da altrettanto vaghi riferimenti a norme di rango costituzionale? Quali, di preciso? Come posso io, cittadino, avere un parametro certo di riferimento, se questo è per definizione cangiante, soggettivo e vago?

E ancora: “il diritto di critica deve essere correlato all’articolo 1 legge 300/1970” (Statuto dei lavoratori, ndr”..”trova un limite nel dovere di fedeltà nei confronti del datore di lavoro”.

Quindi sì, sei libero di criticare, ma sappi che potresti essere licenziato.

Ah.

Basta togliere le parolacce……

Allora, basta togliere le parolacce, e il diritto di critica è salvo….

Il leviatano intollerante: se tolgo le parolacce, si quieta?

Il leviatano intollerante: se tolgo le parolacce, si quieta? Mah…

Il diritto di critica esiste, ma di fatto, è talmente compresso, aleatorio, e pericoloso esercitarlo, che è in pratica inesistente, soprattutto se si criticano i potenti.

Vediamo una carrellata di alcune sentenze.

Sostenere p es. che un magistrato, è autore di atti viziati da parzialità, perché risulta un atteggiamento negativo e di sfavore nei confronti di una delle parti processuali, è già una diffamazione, perché supera il requisito della “continenza”….(sentenza cassazione penale 24578/2021)…

E’ possibile criticare anche in modo pungente e sarcastico, dice la giurisprudenza, però…è stata emanata condanna per diffamazione confermata, per un sindacalista che ha usato i termini “stalinisti, .. bugiardi… asserviti al potere…”….nonostante non siano parolacce…. (sentenza corte d’appello di taranto, sez. penale, 17/3/2010- n-. 310).

E’ diffamatorio il post di fb che ritrae operai comunali, affermando che si tratti di fannulloni enfatizzando le pose al momento dello scatto (Cassazione sez. V Pen. sent. 11426/2021, fannullone non è una parolaccia… eppure….).

Il diritto di critica esclude la punibilità di coloriture ed iperboli, toni aspri o polemici, linguaggio figurato o gergale, purchè…. siano proporzionate e funzionali all’opinione…… (Sez. V penale, n. 9803/2021) …

MA…

.. attenzione, costa la condanna anche scrivere in una mail, “persona falsa” e dire che questa persona è in grado di “inventarsi gli avvenimenti”. Questo perché travalicando il piano della critica, l’accusa all’impiegato della compagnia di assicurazioni, aveva finito con l’”attingere la personalità della vittima in particolare nel suo contesto lavorativo” (Cass. Pen. Sez. V, n. 7995/2020).

Conclusioni

Un insegnante critica ferocemente con insulti, delle figure istituzionali. Figure con comportamenti obiettivamente discutibili…

Viene pesantemente punito in via amministrativa, con il licenziamento, oltre alla condanna alle spese legali.

argomentum ad baculum

“Argomentum ad Baculum”

L’insegnante subirà poi, un altro processo, questa volta penale, per diffamazione e lesione del decoro di funzioni istituzionali.

Inoltre, poiché i post “diffamanti” sono diversi nel tempo, la sanzione probabilmente sarà o la somma delle singole sanzioni, o quella del reato più grave moltiplicato per tre (cumulo materiale, cumulo giuridico).

 Insomma, hanno letteralmente fatto a pezzi e rovinato una persona, con un accanimento giudiziario e una solerzia sorprendenti.

Probabilmente, sarebbe stato punito meno severamente, se…. avesse buttato via miliardi comprando banchi a rotelle….o se avesse firmato decreti vessatori e palesemente contrari alla costituzione e al diritto internazionale….. o per assurdo, avrebbe avuto meno guai se avesse rapinato qualcuno per strada…

Sanzioni assolutamente sproporzionate.

In una situazione in cui ogni giorno dobbiamo tutti noi, subire insulti, attacchi sui media, soprusi e segregazioni inutili, tonnellate di paura e di notizie non vere, sprechi di ogni tipo…. situazioni in cui ogni giorno, lo stato, ci vessa in ogni modo, bè, leggere provvedimenti di questo genere, fa davvero gelare il sangue.

Soprattutto perché il limite tra diritto di critica, e diffamazione/reati in questo stato, è diventato un limite estremamente labile, pericolosamente scivoloso e dagli esiti imprevedibili.

 Sono limiti cangianti, ma basati solo su un criterio: il bastone, o l’”Argomentum ad Baculum”.

TylerGandalf

 

Fonte sentenza qui commentata, Tribunale Civile di Alessandria, Civile, sentenza n. 130 del 19 Maggio 2021-  qui: https://www.guidaaldirittodigital.ilsole24ore.com/art/civile/2021-12-09/-pubblicazione-post-contenuto-diffamatorio-parte-dipendente-pubblico–141432.php?uuid=AEFgcYx

 

Fonte delle immagini:

immagine in evidenza, il leviatano: https://www.studenti.it/il-leviatano.html

Il principio di autorità nell’autorità Credibile: maestro e allievo: https://style.corriere.it/lifestyle/karate-kid-35-anni-fa-gli-insegnamenti-del-maestro-miyagi/?foto=3

La Fedeltà Cieca, in una vignetta di sturmtruppen, fonte: https://twitter.com/oilforbook/status/620333215841144832

Il principio di reciprocità: lo scambio, https://www.webhero.it/web-marketing/principi-persuasione-robert-cialdini/

Sì Perché Sì: https://www.perchesi.it/

Il cartello con le parolacce: https://www.tempostretto.it/tag/parolacce

L’argomentum Ad Baculum: https://www.youtube.com/watch?v=JiFI0tOgBXQ

 

 

 

 

Condividi su